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ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE DI PAGAMENTO E CONDOMINIO

Rottamazione delle cartelle di pagamento e condominio
di Francesco Veroi*
Il prossimo 15 maggio 2018 scade il termine per la presentazione dell’istanza per la definizione agevolata (c.d. “rottamazione”) delle cartelle di pagamento affidate in carico al concessionario della riscossione (la “vecchia” Equitalia, per intenderci) dall’anno 2000 fino al 30 settembre 2017.
 

Si segnala questa scadenza all’attenzione dei condòmini e degli amministratori di condominio, qualora il condominio sia stato destinatario di una cartella di pagamento negli anni dal 2000 al 2017 (per esempio per i contributi dovuti per il portiere o per un altro dipendente del condominio oppure per le ritenute non versate a favore di un collaboratore, quale lo stesso amministratore).

La domanda di definizione deve essere compilata utilizzando il “Modello DA-2000/17” reperibile sul sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione (in breve AdER) e può essere presentata direttamente agli sportelli o per via telematica.
 

La norma prevede la definizione, senza sanzioni ed interessi di mora, mediante il pagamento della somma dovuta in un’unica soluzione o in più rate, precisamente:

- per le somme affidate in carico dal 2000 al 2016, in un’unica soluzione entro il mese di ottobre 2018, o in un numero massimo di tre rate con scadenza nei mesi di ottobre 2018 (40% della somma dovuta), novembre 2018 (40% della somma dovuta) e febbraio 2019 (restante 20% della somma dovuta);
- per le somme affidate in carico nel 2017, in un’unica soluzione entro il mese di luglio 2018 o in un massimo di cinque rate di pari importo con scadenza nei mesi di luglio, settembre, ottobre e novembre 2018 e febbraio 2019.
 

Si precisa, al riguardo, che la domanda di definizione non ha effetto se viene revocata ovvero se non viene pagata nessuna delle somme richieste: infatti la definizione si perfeziona con il pagamento integrale delle somme dovute. Se invece viene omesso il versamento di una o più rate od anche il versamento è tardivo, si decade dalla definizione agevolata – cioè si perdono le riduzioni di sanzioni ed interessi – ma le somme versate vengono riconosciute in diminuzione del debito originario.

 

Per quanto riguarda i tributi locali (si pensi all’Imu e alla Tasi dovute per un immobile comune, classico il caso dell’alloggio del portiere, oppure per la tassa di occupazione del suolo pubblico) è necessario verificare se il singolo Comune abbia deliberato di applicare la definizione agevolata dei tributi comunali, adottando la relativa delibera entro il 5 febbraio 2018. Appurato questo primo aspetto, si tratta di verificare se il Comune si sia affidato per la riscossione ad Equitalia o ad altri enti gestori. Se il tributo era affidato ad Equitalia, la domanda di definizione è la medesima di cui sopra (“Modello DA–2000/17”) da presentare all’Agenzia delle entrate-Riscossione. Se invece il tributo locale era gestito da altro ente di riscossione, occorre verificare le specifiche modalità e i termini di definizione previsti dal regolamento del singolo Comune.

In conclusione, nel caso di condominii interessati alla definizione di cartelle di pagamento, dovrà essere deliberata in sede di assemblea l’intenzione di aderire entro il prossimo 15 maggio, avendo riguardo naturalmente anche alla determinazione delle modalità di pagamento che sono da indicarsi già in sede di presentazione dell’istanza. In definitiva si dovrà specificare se si voglia procedere al pagamento di quanto dovuto in un’unica soluzione o a rate: soluzione, quest’ultima che comporta il pagamento, sia pur minimo, degli interessi di dilazione pari al 4,5% annuo e calcolati a partire dall’1 agosto 2018.
 

* Responsabile del Coordinamento tributario Confedilizia

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